Oggetto

Oggetto [og-gèt-to]
Ogni cosa concreta, materiale, che può essere percepita dai sensi
Dizionari Corriere

La corsa agli acquisti è iniziata.
Oggetti, merci, cose comuni vengono divorati voracemente per poi essere gettati come scarti una volta soddisfatto quel bisogno maniacale di possedere tipico di questa società materialista.
Una bieca manovra ben nota ai meccanismi e alle logiche della mercificazione consumista.
Si pensi ai beni di lusso, beni che non possiedono un’intrinseca e effettiva utilità se non quella di colmare un vuoto sentimentale e una ferita narcisistica presente per natura nell’uomo.
Concetti come utilitarismo e opportunismo sono all’ordine del giorno e oramai basi delle relazioni tra individui.
Persone reificate, fantocci, burattini, bambole oggetti di un desiderio scriteriato e balordo.
Mi servi? Ti uso.
Non mi servi più? Ti posso buttare.
Deumanizzazione indotta.

Sembravo il tuo oggetto, dove mi metti?
Jack Sapienza – NEVERWITHHER
https://www.youtube.com/watch?v=sO7b1dWeDGs

Asso

Asso[às-so]
Faccia del dado o carta che porta un solo punto
Dizionario Corriere

L’asso si dice sia la carta che prende tutto, qualsiasi cosa ci sia in tavolo la mano è tua, ori, fiori, cuori poco importa.
Una carta soltanto, la partita è chiusa.
Una carta soltanto ed hai la possibilità di risolvere qualsiasi tipo di problema, in fondo hai tutto sotto controllo, hai il potere tra le mani, insomma, hai le carte per farlo, almeno così pare.

Ma non dipende da me
Non distinguo mai il giusto e lo sbagliato
Ma mi son reso conto che
Reso conto che
Non ho un asso nella manica
Melià – Non dipende da me
https://youtu.be/rgkOhsrJyW0

Bar

Bar [bàr]
Locale pubblico dove si possono consumare, da seduti o in piedi al banco, bevande e cibi leggeri
Dizionari Corriere

Scena 1, atto I
“Un espresso e un cornetto, per favore”, ” un macchiato” , “un cappuccino con cacao, se possibile” .
La signora tutta trini e pizzi dal cappotto nero pece si gusta la sua brioche alla soia, ma non fa i conti con lo zucchero filato che le scende addosso come neve fino alle scarpe Gucci.
Un quarantenne, giacca e cravatta, 24ore rigorosamente nera abbinata all’ abito da ufficio, ingurgita velocemente la sua spremuta perché il fatturato non si ferma. Camerieri che corrono avanti e indietro, rumori di tazze e tazzine che si scontrano le une con le altre e in fondo, in un angolino, una sagoma, occhi puntati contro la finestra, un the e un posacenere accanto.
Scena 1, atto II
Ore 23, il bar è vuoto, silenzio, ma quella persona è ancora là, la tazzina vuota, il posacenere pieno e gli occhi ancora fissi altrove.

Ma abbiamo tutta la vita davanti
Sì, davanti a un bar
Gazzelle “Tutta la vita”
https://youtu.be/jcufficio

Déjà-vu

Déjà-vu
Che richiama alla mente cose già vissute, già sperimentate, già viste
Dizionario Corriere

Stessa scena, stesso luogo, stesse persone. Stop. Replay.
Spesso accade di rivivere situazioni che sembrano già successe in passato. Era tutto così, perfettamente identico. Ma quando? Sogno o son desto?
Lungi da essere una coincidenza o uno strano e inquietante sortilegio, si tratta di un meccanismo del nostro cervello connesso ai ricordi.
Nel linguaggio specifico si parla di paramnesie proprio perché son dovuti alla fallacia della nostra memoria, la quale probabilmente a causa di sonnolenza, stanchezza va letteralmente in tilt. E così, da un’ impressione, percezione familiare si parte alla ricerca del ricordo da associare, episodio emotivamente simile, ma del tutto diverso e sempre maledettamente sfuggente.
La verità è che non è mai successo nulla, si ha solo l’impressione e i confini tra realtà e sogno rimangono nitidamente sfumati.

Se fossi qui
Stasera sai
Ti porterei dov’è che vuoi
Ci scambieremo i nostri problemi
E se ti va mi parlerai
Delle scuse che ti inventerai
Ridendoci su, come due scemi
Ma non sei qui
E questo è solo un déjà vu
Postino – Blu
https://youtu.be/svi_HZ-IZD4