Lacrime

Lacrima [là-cri-ma]
Goccia di umore acquoso secreto dalle ghiandole lacrimali per lubrificare la cornea; scende dagli occhi in seguito a forte dolore fisico, emozioni violente o irritazioni.
Dizionario Corriere

Efficaci edulcoranti di una situazione emotivamente non più sostenibile.
Gocce di un vaso troppo pieno per contenere altre tristezze, malinconie, malumori, dolori; siamo al limite, all’estremo limite, sull’orlo del baratro psicologico.
Le lacrime, soprattutto quelle emotive, vengono chiamate a ricostituire l’equilibrio interno andato in frantumi con l’evento traumatico, nonché causa della produzione di un’alta quantità di sostanze tossiche.
E così ingredienti come manganese per la coagulazione del sangue, potassio per la regolazione della pressione, prolattina e corticopina per il sistema immunitario, intervengono a ripristinare lo status quo.
Quindi, il pianto; un cliché naturale?
Questione di prospettive.
Piange Ulisse lontano dalla sua patria, piange Achille alla morte del cugino Patroclo, ma oggi chi piange più?
L’uomo, l’emblema del maschio alpha vedrebbe la sua virilità finire a forma di coda di pesce e la donna, quel gentil sesso, preferirebbe indossare ancora una volta quella maschera androgina.
E allora, non una lacrime, non una goccia, ma dentro solo un equoreo subisso.

Liquida è una lacrima che mi aiuta a non vedere
Che sono un uomo liquido
E sotto questo sole
Potrei evaporare
E trasformarmi in nuvola
Magari un temporale
Brunori Sas – La vita liquida
https://youtu.be/52puh32B4OI

Oggetto

Oggetto [og-gèt-to]
Ogni cosa concreta, materiale, che può essere percepita dai sensi
Dizionari Corriere

La corsa agli acquisti è iniziata.
Oggetti, merci, cose comuni vengono divorati voracemente per poi essere gettati come scarti una volta soddisfatto quel bisogno maniacale di possedere tipico di questa società materialista.
Una bieca manovra ben nota ai meccanismi e alle logiche della mercificazione consumista.
Si pensi ai beni di lusso, beni che non possiedono un’intrinseca e effettiva utilità se non quella di colmare un vuoto sentimentale e una ferita narcisistica presente per natura nell’uomo.
Concetti come utilitarismo e opportunismo sono all’ordine del giorno e oramai basi delle relazioni tra individui.
Persone reificate, fantocci, burattini, bambole oggetti di un desiderio scriteriato e balordo.
Mi servi? Ti uso.
Non mi servi più? Ti posso buttare.
Deumanizzazione indotta.

Sembravo il tuo oggetto, dove mi metti?
Jack Sapienza – NEVERWITHHER
https://www.youtube.com/watch?v=sO7b1dWeDGs

Asso

Asso[às-so]
Faccia del dado o carta che porta un solo punto
Dizionario Corriere

L’asso si dice sia la carta che prende tutto, qualsiasi cosa ci sia in tavolo la mano è tua, ori, fiori, cuori poco importa.
Una carta soltanto, la partita è chiusa.
Una carta soltanto ed hai la possibilità di risolvere qualsiasi tipo di problema, in fondo hai tutto sotto controllo, hai il potere tra le mani, insomma, hai le carte per farlo, almeno così pare.

Ma non dipende da me
Non distinguo mai il giusto e lo sbagliato
Ma mi son reso conto che
Reso conto che
Non ho un asso nella manica
Melià – Non dipende da me
https://youtu.be/rgkOhsrJyW0

Bar

Bar [bàr]
Locale pubblico dove si possono consumare, da seduti o in piedi al banco, bevande e cibi leggeri
Dizionari Corriere

Scena 1, atto I
“Un espresso e un cornetto, per favore”, ” un macchiato” , “un cappuccino con cacao, se possibile” .
La signora tutta trini e pizzi dal cappotto nero pece si gusta la sua brioche alla soia, ma non fa i conti con lo zucchero filato che le scende addosso come neve fino alle scarpe Gucci.
Un quarantenne, giacca e cravatta, 24ore rigorosamente nera abbinata all’ abito da ufficio, ingurgita velocemente la sua spremuta perché il fatturato non si ferma. Camerieri che corrono avanti e indietro, rumori di tazze e tazzine che si scontrano le une con le altre e in fondo, in un angolino, una sagoma, occhi puntati contro la finestra, un the e un posacenere accanto.
Scena 1, atto II
Ore 23, il bar è vuoto, silenzio, ma quella persona è ancora là, la tazzina vuota, il posacenere pieno e gli occhi ancora fissi altrove.

Ma abbiamo tutta la vita davanti
Sì, davanti a un bar
Gazzelle “Tutta la vita”
https://youtu.be/jcufficio

Déjà-vu

Déjà-vu
Che richiama alla mente cose già vissute, già sperimentate, già viste
Dizionario Corriere

Stessa scena, stesso luogo, stesse persone. Stop. Replay.
Spesso accade di rivivere situazioni che sembrano già successe in passato. Era tutto così, perfettamente identico. Ma quando? Sogno o son desto?
Lungi da essere una coincidenza o uno strano e inquietante sortilegio, si tratta di un meccanismo del nostro cervello connesso ai ricordi.
Nel linguaggio specifico si parla di paramnesie proprio perché son dovuti alla fallacia della nostra memoria, la quale probabilmente a causa di sonnolenza, stanchezza va letteralmente in tilt. E così, da un’ impressione, percezione familiare si parte alla ricerca del ricordo da associare, episodio emotivamente simile, ma del tutto diverso e sempre maledettamente sfuggente.
La verità è che non è mai successo nulla, si ha solo l’impressione e i confini tra realtà e sogno rimangono nitidamente sfumati.

Se fossi qui
Stasera sai
Ti porterei dov’è che vuoi
Ci scambieremo i nostri problemi
E se ti va mi parlerai
Delle scuse che ti inventerai
Ridendoci su, come due scemi
Ma non sei qui
E questo è solo un déjà vu
Postino – Blu
https://youtu.be/svi_HZ-IZD4

Tinder

Tinder
App per il dating, incontri online

Occhi chiari? No, optiamo per la bellezza mediterranea.
Addominali? Guadagnato un bonus.
Smoking? Google fa vedere foto di pinguini.
Si, forse quel tizio di nome Charles Darwin aveva ragione quando parlava di “selezione naturale”.
Si cerca, proprio come quando si va a compare cose, abiti, mercanzia e quale applicazione migliore di questa si poteva scegliere?
Hai tutto a portata di touch: denominazione, veduta, paese d’origine o luogo di provenienza, condizioni particolari e/o condizioni d’impiego, termine minimo di conservazione o data di scadenza e addirittura le istruzioni per l’uso.
Chiarezza e efficacia proprio per consapevolizzare il consumatore sui requisiti delle merci a vantaggio della tutela qualitativa, sempre se di qualità si parli.
Cosa rara non trovare quello che non si cerca.

Un solo super-like e poi a destra sinistra
Destra sinistra destra sinistra
Maiole – Tinder

Vino

Vino [vì-no]
Bevanda alcolica ottenuta dal mosto d’uva fatto fermentare

Merlot, Barolo, Chianti, Cabernet, Nero d’Avola, Prosecco, Marsala, Moscato; poco importa, alcool rimane.
Siate ebbri come il battello di Rimbaud, ubriacatevi come sosteneva Baudelaire, poeti maledetti sì, ma maledettamente veggenti.
Più di qualsiasi altra cosa il vino ha quel magnifico potere di far sprofondare negli abissi della psiche umana, una caratteristica peculiare dimostrata pure da studi scientifici e neurologici.
Infatti, a seconda di determinate sostanze e della loro velocità di reazione vengono stimolati diversi recettori, i quali danno origine a un effetto ben specifico. Lo spumante, ad esempio, per la sua alta concentrazione di anidride carbonica sembra essere molto più inebriante rispetto al collega vino rosso il quale tende a far calare l’individuo in uno stato più meditativo e introspettivo.
Vino, l’inibitore per eccellenza delle barriere dell’ Ego, dell’ Io grande capo della nostra psiche e padre di una forza tale da lasciar la persona in preda a pensieri, azioni, parole che mai sarebbero state considerate possibili. Si beve per raggiungere quello stato di irragionevolezza e empatia, a cui c’è chi aspira per necessità, altri per evadere da un état de vivre troppo ingombrante.
Un modo di percepire la realtà, amplificata, deformata, ingrandita, sfumata, così ricca di dettagli a cui nessuno fa mai caso, dando sempre e tutto per scontato.
E quindi, annegateci tutti i pensieri, i tormenti, dolori e malumori, in fondo, abbiamo tutta la vita, tutta la vita. (cit. Gazzelle)

Da sbronzo perdo anche il controllo del mio destino
la colpa sarà del vino che è soporifero
Frah quintale – Colpa del vino
https://www.youtube.com/watch?v=fKFHZH4vKEs

Pungicare

Pungicare (o puncicare)

Pungere, punzecchiare, anche in senso fig.: chi stuzzica il vespaio non si dolga se sentesi puncicare (Goldoni). Nella forma puncicare il verbo è tuttora vivo nel dial. romanesco.

Mai stati punti da un’ ape?
Ora, se la riposta è negativa è un grave problema. Tralasciando il dolore, il gonfiore e tutte le noie che comporta, è il leggero e sottile fastidio che ci interessa. Un pizzico soltanto e in un attimo si è fuori dalla zona comfort, quel luogo così comodo per persone dormienti.
Pungicate, smuovete quel torpore, stuzzicate, con eleganza s’intende; la mente ripagherà e come minimo quell’ ape cambierà rotta.

Quello che voglio da te
È farmi pungicare
È farmi pungicare
Calcutta – Kiwi
https://youtu.be/qLDIj-29reI

Nudo

Nudo [Nù-do]
Riferito al corpo umano o alle sue parti, non coperto da indumenti
Dizionario Corriere della sera

Spogliarsi è una delle cose più comuni, ma al tempo stesso più difficili al mondo. Ci si sfila la giacca, la maglia, i pantaloni, e poi? Si rimane in biancheria intima, ci si ferma qualche secondo per pensare a cosa indossare e poi ancora una volta si è coperti.
Quasi come se ci si sentisse vulnerabili, senza alcuna difesa, così, come mamma ci ha fatti. Spogliati da ogni singola barriera si ha persino timore a guardarsi allo specchio, a vedere un’immagine con quei difetti, imperfezioni che abbiamo sempre detestato e che non riusciamo ad accettare.
Un tabù che inizia a diffondersi come una forma di contagio, una gonna troppo corta o dei pantaloni a vita troppa bassa e scatta subito il volgare e fuori dal buon senso. Falsi moralismi.
Nel 1954 Abraham Maslow ideò la piramide dei bisogni dell’uomo, da quelli vitali tra cui bere, mangiare, dormire a quelli legati all’auto realizzazione.
Il bisogno del vestire detiene la medaglia d’ oro, solo per il fatto che rappresenta una necessità ossia quella di proteggersi dal freddo, dal caldo, dalla pioggia.
Ora, invece, con il progresso e la globalizzazione è diventato un modo per farsi riconoscere, per rendersi visibili, per avete un certo status di fronte alla società dell’apparire.
E così un semplice cappotto non va più bene, ma serve il cappotto, proprio quello che portava quel l’attrice o quella cantante in quella precisa occasione; in un attimo ecco che si diventa quella persona.
Ma della nostra identità che ne è rimasto? Un lontano ricordo nascosto sotto al cappotto, perché sì, è solo con la nudità che siamo veramente noi, perfetti nell’ imperfezione e uguali l’uno all’altro.

Che alla fine vince sempre chi
Si spoglia per primo
Postino – Ambra era nuda
https://youtu.be/gu3bYatxOqE

Sangue

Sangue [sàn-gue] 
Liquido viscoso di colore rosso che, su impulso del cuore, circola nel corpo dei vertebrati attraverso vene, capillari e arterie, recando nutrimento ai tessuti
Dizionario Corriere

Rosso come  il color della passione, dell’amore carnale, della proibizione, del sangue arterioso che dal cuore viene allocato in ogni singola parte del corpo.Sangue che dovrebbe esprimere il più basilare esempio di brama di vita, ma che ancora viene sprecato in ignobili guerre, battaglie a fondo perduto.Ora anche le città si tingono di rosso, sui  visi della gente segni color carminio che portano in alto l’ onore per le  donne, un gentil sesso ancora troppo immerso nel sangue.

Hai visto mai un uomo che perde sangue
Rosso come le tue guance
E non guarire mai più, mai più
Frah Quintale – Hai visto mai
https://www.youtube.com/watch?v=W-V0DlqXcJ8